LILIANA SEGRE, UNA VITTIMA, UNA BRAVA DONNA MA NON UN ESEMPIO.


"Non ho mai perdonato e non ho mai dimenticato" con queste parole la senatrice a vita Liliana Segre ha concluso la sua ultima testimonianza pubblica destinata alle scuole e ai giovani alla Cittadella della pace vicino ad Arezzo. Prima di addentrarmi in questo difficile argomento e tema, premetto che come tanti miei amici sanno, io sono un fortissimo sostenitore dello Stato D'Israele e non sono di certo un fascista in quanto Cattolico, proprio in quanto giovane cattolico non posso accettare "il testimone della testimonianza" come ha detto ieri la Senatrice Segre , perché nella testimonianza io non faccio politica e ad un torto cerco sempre di perdonare, "Perchè, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre."Vangelo di Matteo (6, 14-15). So che a questa affermazione si leveranno a gran voce i difensori della resistenza, gli stessi che poi in medio oriente sostengono gli attacchi palestinesi ai danni degli ebrei ma comunque io, amante della democrazia continuo col mio ragionamento non cambiando una virgola. Mi è molto dispiaciuto vedere la Segre accettare un scorta che costa migliaia di euro ogni anno a noi contribuenti solo perché riceveva insulti su internet, cosa molto diffusa ma palesemente non c'è assolutamente una connessione tra il leone da tastiera e l'aggressore per strada, anche io quando avevo la tenera età di 16 anni fui inondato di minacce su messanger ( più di 100) perché una pagina Facebook che di nome fa una bestemmia aveva ripubblicato con il mio nome ( atto per cui potevo sporgere denuncia) un mio messaggio in cui intimavo il gestore della pagina a smettere di bestemmiare per il suo bene per non patire le pene di Dio all'inferno, ovviamente per colpa del mio pensiero arcaico venni massacrato nei commenti da centinaia di coetanei che come un branco di pecore seguiva la moda. Non ho denunciato , non ho chiesto una scorta, non ho avuto paura a ritornare a scuola o di  uscire di casa , ho perdonato e tutt'ora prego per i tanti ragazzi vittime della moda della bestemmia. Certo sono consapevole che vivere in prima persona l'esperienza tragica di essere prigioniero in un campo di concentramento nazista ed essere attaccato su Facebook non è esattamente la stessa cosa. Io cerco però purezza non rancore. Quaggiù in terra non troveremo mai un posto privo di persone malvagie, privo di interessi che portano prima il denaro che la persona, privo di peccato. Purtroppo la Segre come tanti altri ha contribuito a indottrinare politicamente tanti ragazzi nelle scuole e non limitarsi a raccontare quel brutto episodio della nostra storia italiana, quali le leggi razziali. Se spesso sentiamo associare i partiti di destra al fascismo è anche grazie a persone come la Segre che subdolamente parlano di paura, di parole d'odio , di razzismo in maniera così generica che i media la collegano al nuovo Duce, Matteo Salvini, dimenticandosi che nella nostra repubblica, qualsiasi persona che voglia fondare un partito deve rispettare questo: 

  • non si può costituire un'organizzazione che abbia lo scopo di ricostruire il Partito Fascista, bandito dalla Costituzione.
quindi i partiti già fondati sono assolutamente democratici e antifascisti, non c'è nessuna emergenza di fascismo, l'unica verità è che per fortuna il partito di Benito Mussolini è morto e sepolto da quando i cosiddetti democratici lo trucidarono in pubblica piazza senza poter avere un processo. Io non posso essere totalmente d'accordo con questa mentalità o si crede veramente che la legge è uguale per tutti, e per tutti intendo anche per il peggior assassino o non si impicca una percorsa e poi la si prende a calci e sputi quando è già deceduta e poi si fa un broglio nella elezioni, così purtroppo è nata la Repubblica Italiana.

Cara Senatrice Segre mi dispiace per quello che ha passato da piccola, quando fu imprigionata perché ebrea ma lei non sapeva nemmeno di esserlo perché già apparteneva ad una società che di Dio può farne anche a meno, io rifiuto il suo testimone che vorrebbe passarci perché ad una testimonianza faziosa non parteciperò mai, io testimonio tutti i giorni Cristo che anche sulla croce pregava il Padre di perdonare i suoi assassini, molti diranno che è facile prendere ad esempio Dio e allora ho scelto di concludere con un frase che San Massimiliano Kolbe, frate francescano polacco che si offrì di prendere il posto di un padre di famiglia, destinato al bunker della fame nel campo di concentramento di Auschwitz, scrisse su un foglietto per sua madre prima di morire:

"Mia amata Mamma, verso la fine del mese di maggio sono giunto con un convoglio ferroviario nel campo di Auschwitz. Da me va tutto bene. Amata Mamma, stai tranquilla per me e per la mia salute, perché il buon Dio c'è in ogni luogo e con grande amore pensa a tutti e a tutto."

questo è il mio esempio, oserei dire, molto superiore rispetto ad altri che sui muri scrivevano "Dov'è Dio?"

Leonardo Michele Antonio Grifoni

San Massimiliano Kolbe



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